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Luigi Zeni detto "Belesài". Nato a Saccone verso il 1830 è ricordato per le sue manie religiose. Vagabondava da un luogo all'altro portando con sè il martello, lo scalpello, punte di ferro e quando trovava un masso o una lastra di pietra lo incideva: croci, cuori, le sue iniziali e altri segni sono sparsi in molti luoghi dell'altipiano e anche a Rovereto. Dopo aver vagabondato nelle terre dell'Impero e in Italia settentrionale un giorno sparì da Saccone e non vi tornò più. Morì presso il convento dei cappuccini di Ala nel 1916.
Luigi Zeni detto "Belesài". Nato a Saccone verso il 1830 è ricordato per le sue manie religiose. Vagabondava da un luogo all'altro portando con sè il martello, lo scalpello, punte di ferro e quando trovava un masso o una lastra di pietra lo incideva: croci, cuori, le sue iniziali e altri segni sono sparsi in molti luoghi dell'altipiano e anche a Rovereto. Dopo aver vagabondato nelle terre dell'Impero e in Italia settentrionale un giorno sparì da Saccone e non vi tornò più. Morì presso il convento dei cappuccini di Ala nel 1916.

Luigi Zeni “Belesài”

Informazioni

Tema: Ritratti famigliari
Anno: 1911
Paese: Saccone
Associazione: SAT
Autore: Libro SAT

Didascalia

Luigi Zeni detto “Belesài”. Nato a Saccone verso il 1830 è ricordato per le sue manie religiose. Vagabondava da un luogo all’altro portando con sè il martello, lo scalpello, punte di ferro e quando trovava un masso o una lastra di pietra lo incideva: croci, cuori, le sue iniziali e altri segni sono sparsi in molti luoghi dell’altipiano e anche a Rovereto. Dopo aver vagabondato nelle terre dell’Impero e in Italia settentrionale un giorno sparì da Saccone e non vi tornò più. Morì presso il convento dei cappuccini di Ala nel 1916.

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Tema

Ritratti famigliari

Anno

1911

Paese

Saccone

Associazione

SAT

Autore

Libro SAT

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Luigi Zeni detto “Belesài”. Nato a Saccone verso il 1830 è ricordato per le sue manie religiose. Vagabondava da un luogo all’altro portando con sè il martello, lo scalpello, punte di ferro e quando trovava un masso o una lastra di pietra lo incideva: croci, cuori, le sue iniziali e altri segni sono sparsi in molti luoghi dell’altipiano e anche a Rovereto. Dopo aver vagabondato nelle terre dell’Impero e in Italia settentrionale un giorno sparì da Saccone e non vi tornò più. Morì presso il convento dei cappuccini di Ala nel 1916..

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